Estetica e filosofia delle arti
M. K. Sarbiewski: “L’acutezza e l’argutezza” (Inschibboleth, 2026)

Segnaliamo l’uscita della prima edizione critica italiana di L’acutezza e l’argutezza di Maciej Kazimierz Sarbiewski. Pubblicato da Inschibboleth, il volume fa parte della collana Facezie, arguzie e minuzie diretta da Massimo Donà.
Sull’autore
Soprannominato dai suoi contemporanei l’“Orazio polacco”, Maciej Kazimierz Sarbiewski (1595-1640) è stato un poeta e gesuita polacco, nonché uno dei più importanti poeti di lingua latina del Seicento. Fu ordinato sacerdote a Roma nel 1623, dove operò presso la corte di Urbano VIII. Oltre all’opera poetica, importanti sono i suoi scritti di retorica e poetica, come il De perfecta pœsi, il De acuto et arguto e i Characteres lyrici.
Sul testo
Un disaccordo concordante o un accordo discordante. Con una formula di rara finezza, il poeta e gesuita polacco Maciej Sarbiewski definisce uno dei fenomeni più singolari e affascinanti della cultura barocca, l’acutezza, cifra dell’ingegno e dell’estetica concettista. Siamo negli anni Venti del Seicento quando l’“Orazio polacco”, dopo un intenso apprendistato poetico, retorico e filosofico che lo aveva condotto fino a Roma, alla corte di Urbano VIII, elabora una riflessione destinata a precedere di decenni le grandi sintesi del concettismo barocco di Baltasar Gracián ed Emanuele Tesauro. Un documento raro e dimenticato, qui restituito nella sua prima edizione italiana, curata e tradotta da Alessandro Montefameglio, e impreziosita da un’introduzione di Marco Carmello e da un saggio di Massimo Donà.